Il Kosovo è una regione che è ancora molto instabile. Il Kosovo vuole l’indipendenza dalla Serbia, ma fin adesso non si è raggiunto un consenso. Come spesso succede in conflitti simili, sono le persone semplici che soffrono di più. Per questo sono state lanciate tante iniziative per aiutare i cittadini.
Una di queste era il progetto Luko-Chips. In un villaggio abbastanza povero si è voluto creare una fabbrica che produceva patatine. Il Lussemburgo ha finanziato questo progetto con circa un milione di euro e ha incaricato l’organizzazione non-profit Ideas dalla Svizzera di realizzarlo. Il direttore Jan Stiefel è andato lui stesso nel Kosovo e ha cominciato a costruire la fabbrica.
In pochi mesi è riuscito a creare un’azienda che produceva un sacco di patatine e che guadagnava bene. Grazie all’azienda una trentina di persone ha trovato finalmente un posto di lavoro. Ma il più importante erano i contadini. Il Kosovo è ancor oggi una regione molto rurale. La maggioranza dei cittadini vive dall’agricoltura. Grazie ai Luko-Chips i contadini avevano qualcuno a cui potevano vendere le loro patate. Insomma tutto il villaggio sembrava poter tirarsi fuori dalla miseria – fino a poche settimane fa.
Sin dall’inizio era previsto che un nativo doveva gestire l’azienda. Lo svizzero Jan Stiefel ha allora affidato Luko-Chips ad Agim Feka. Il nuovo capo non ha lavorato molto nell’azienda. Poco dopo l’ha fatta chiudere, perché secondo lui l’azienda non è redditizia. Ideas invece sostiene che Luko-Chips ha funzionato perfettamente e che solo bisognava continuare il lavoro già fatto.
Appena saputo del caso Luko-Chips, tante altre aziende ed organizzazioni si sono ritirate dal Kosovo dicendo che ovviamente questa regione non è ancora pronto per gli aiuti. Un ulteriore colpo per i cittadini comuni…
Freitag, 7. Dezember 2007
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